Archive for category Informatica

Incentives and work

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Gtask + Linux + KDE4

If you are wondering how to visualize your Google task applet on KDE4 and you do not want to bang your head on the wall, you can follow the following steps.
(Pre-requisite you’ll never use your Konqueror to access Gmail as this configuration force your Gmail to HTTP version)

1. First go to Konqueror Settings -> Configure Konqueror -> Browser Identification
2. Add a new Site Specification for the link mail.google.com, as Agent you should choose Wget (no matter the version)
3. Add a Browser widget on your desktop and visit this website here: https://mail.google.com/tasks/

DONE!

;) Easy…

EDIT:

A new direct way to do it is visiting directly the following link:

https://mail.google.com/tasks/ig?pli=1

Pro: It does not destroy the configuration of Konqueror for Gmail. But the first method is still more functional and practical.

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Picasna e Picasa

Piccolo test per vedere se funziona la galleria automatica di Picasna:

Prendo e riprendo forma

Il blog continua a prendere e riprendere forma. Si sviluppa e cresce :)
Tutto questo per dire che adesso la prima pagina del sito ha un senso di esistenza (seppur minimo ce l’ha). E il blog ha un nuovo aspetto basato su un nuovo tema e una piccola modifica mia per l’iimagine dell’header (che spero non sia troppo pesante da caricare…).

Lo shutte(r/l)

In questo sito un’animazione molto carina per quanto riguarda gli shutter (otturatori) delle macchine fotografiche digitali (in questo caso Reflex).
L’animazione e’ stata fatta utilizzando una seconda reflex e poi mettendo insieme le 70 foto che sono risultate valide.

Per scorrere l’animazione basta passarci sopra con il mouse:

http://regex.info/blog/2008-09-04/925

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Google: l’onda che tutto travolge

Premesso che mi sono anche fatto due palle tante per ascoltare quasi tutto questo:

Google presenta GoogleWave

Questo talk dura 1 ora e 20 minuti di puro godimento (ironia) per addetti (o quasi) ai lavori, anche se non propriamente tecnicissimo visto che dopo questo talk hanno fatto 3 ore di spiegone tecnico, e ci sarebbe da farne un libro veramente.

In poche parole cercherò di introdurvi e sponsorizzarvi questa nuova applicazione Google (chissene) che può darsi cambierà un poco il modo di comunicare odierno.

La parola d’ordine è: collaborazione.

Parto da lontano: quando uno pensa a un programmatore pensa ad una persona chiusa in uno sgabuzzino di 2 metri per 2, chiuso al mondo, e chiuso alla comunicazione con gli altri.
E’ tutto vero, tranne che per la parte comunicativa… Generalmente uno sviluppatore invece comunica, anche tanto di solito… solo che le sue discussioni non sono basate su canoni “umani” :D

Il programmatore collabora con altri programmatori: individui della sua stessa razza. E per collaborare su una cosa non proprio umanizzata come un programma, del codice, dei grafici, ha creato le piattaforme comunicative che gli servivano per poter lavorare.

Le piattaforme comunicative base che lo stesso uomo primitivo si è creato attraverso il linguaggio; uno per organizzare la caccia e la gerarchia dei gruppi, l’altro per organizzare il proprio lavoro.

Il programmatore quindi ha creato le chat, la mail e internet: per poter comunicare e collaborare nel proprio mondo.

Gradualmente questo concetto di collaborazione ha preso piede, si è espanso, ed è andato ad infettare altre parti di questo mondo semi-chiuso che sono il mondo informatico e scientifico in generale.

La collaborazione si è estesa andando ad annidarsi in ogni cosa. Parlo di collaborazione tra esseri umani, computer, strumenti, elettrodomestici, robot, aziende, etc.

Ora mi concentrerò principalmente sulla collaborazione tra esseri umani.

L’uomo è molto complesso ma il meccanismo alla base della sua comunicazione è semplice: io dico qualcosa, tu formuli e mi dai una tua risposta. Quello che ci sta dietro invece è molto difficile, l’organizzazione mentale e i processi di creazione di pensieri e linguaggio sono molto complicati e ancora oggi studiati.

Tutte le invenzioni primordiali del programmatore specchiavano questa semplicità.
La chat e l’E-mail sono infatti delle comunicazioni bidirezionali tra gruppi di persone. Un esempio può essere un Forum, una Newsletter o un thread di E-mail, in cui qualcuno formula una domanda, un pensiero, un concetto e questo viene esteso dai suoi partecipanti.

L’applicazione della collaborazione allo strumento comunicativo informatico ha portato alla nascita di cose come:

  • WIKI: Piattaforme collaborative che permettono di creare Pagine Web / Siti, che possono essere modificate da un gruppo di persone in ogni sua parte: dalla struttura, al contenuto, alla presentazione del risultato finale.
  • FORUM: Generalmente nasce dalla necessità di risolvere un problema, o parlare di qualcosa di interesse comune a un gruppo di persone.
  • MAILING LIST: Estensione automatica dell’Email a più persone. Tutti scrivono e un thread viene creato. Anche la Newsletter funziona in modo uguale.
  • Piattaforme di Collaborazione: Esempio per restare in tema: Google Docs. Possibilità di creare documenti, presentazioni, fogli di calcolo, e moduli via internet e condividerli con un gruppo di persone.

Da adesso in poi tutto questo verrà fuso insieme. Creando un’unica grande applicazione che permetterà di focalizzarsi solo sul contenuto, sulla collaborazione, diventando una naturale estensione delle capacità dell’uomo.

Google infatti ha presentato Wave, una sua nuova applicazione che racchiuderà in se tutte le altre applicazioni Google con un unico guscio permettendo la collaborazione agli utenti che ne entreranno a far parte .

Per una volta Google apre anche l’applicazione e la fa diventare Open Source, per chi non sappia cosa vuol dire, significa che chiunque (azienda, privato cittadino, nazione, …) potrà modificare il programma a proprio piacimento e senza pagare un euro.

Quello che a Google hanno fatto è stato un po’ reinventare l’Email aggiungendo tutte quelle caratteristiche multimediali che caratterizzano Internet (Video, immagini, suoni) creando una piattaforma che permetterà a gruppi di persone di interagire creando la discussione, il documento, la pagina internet, il blog, il wiki; insomma creando quello che loro chiamano Onda: un prodotto della collaborazione di persone, che potrà essere “eseguito” come per un video o un file audio, si potrà quindi vedere come è evoluta e modificata nel tempo l’Onda e chi l’ha modificata.

Tutte le applicazioni di Google sono coinvolte in questo:

  • Maps: per aggiungere mappe all’Onda.
  • Picasa: per le immagini (ma le immagini sono anche importabili singolarmente).
  • GoogleDocs: Per la gestione dei documenti.
  • Google: il motore di ricerca di Google base di tutto.
  • Traduzione: il motore di traduzione automatica.

Tanti sono i lati spettacolari dell’applicazione. Pensate all’organizzazione di un viaggio (uso lo stesso esempio loro), il mio gruppo di amici organizza un viaggio a Barcellona, siamo tutti italiani. Per decidere i posti da visitare possiamo organizzare un sondaggio interno al gruppo, mettere le foto dei posti che vogliamo visitare, i video; alcuni vorranno andare ad ascoltare del Flamenco, aggiungere quindi un file mp3 con della musica spagnola per avere un’idea e sapere se potrebbe piacerci. Una mappa dei migliori alberghi della zona interessata potrebbe essere aggiunta da uno di noi che potrebbe poi essere aiutato da qualcun’altro. Alcune parti di questa onda potranno essere pubblicate sul blog di qualcuno che potrebbe in questo modo rendere pubblica la cosa. Qualcun’altro ad un certo punto si ricorderà dell’amico Erasmus Spagnolo con cui ha passato un anno a Londra e allora potrebbe aggiungere Miguel alla lista delle persone che partecipano all’Onda. Ma c’è un problema: Miguel parla spagnolo e inglese ma non parla italiano, e visto che nel gruppo ci sono anche i genitori di qualcuno di noi allora non sarebbe possibile per Miguel aiutare; a ovviare il problema c’è il sistema di autotraduzione che una volta aggiunto si prenderà la briga di tradurre TUTTO quello che viene scritto all’interno dell’Onda; una traduzione bidirezionale dall’italiano allo spagnolo e viceversa.

Una volta finito il viaggio il contenuto dell’Onda potrà essere organizzato in presentazione di fotografie cosicchè ogni partecipante abbia un ricordo di questo viaggio.

Ovviamente tutto questo è estendibile come lo è stato per Google Maps (i creatori di Wave sono gli stessi), tutto estendibile all’infinito, c’è tantissimo spazio per la creatività delle persone.

E’ tutto bello e entusiasmante (informaticamente e mediaticamente parlando).Tante piccole e grandi paure però affiorano.

L’Onda è pubblicabile da chiunque all’interno di un Blog, è possibile renderla pubblica, un mondo di conversazioni solamente pubbliche ci attente?

Google terrà traccia di tutte queste conversazioni, sempre e comunque, nei suoi server.

Se è vero infatti che l’applicazione potrà essere usata da aziende terze che si appoggeranno ai loro server, per quanto riguarda quelli che sceglieranno di usare il servizio di Google, i loro dati resteranno sempre in memoria.

Come viene gestita la cancellazione di un’Onda? Persiste alla cancellazione da parte di tutti gli utenti?

Questa e molte altre domande contribuiscono a generare un senso di timore nei confronti di una applicazione che, seppur molto innovativa e veramente utile per la collaborazione, rischia di diventare un’arma a doppio taglio sia per Google che per l’utente che la sfrutta.

Speriamo bene. Come sempre nella storia dell’uomo il problema è sempre come vengono usati gli strumenti che esso stesso si crea.

Si cambia.

Adesso che tutto è stato trasferito qui e ho avuto un po’ di tempo per organizzare le cose (??? non è assolutamente vero, nè per il tempo nè per le cose) il codice per caricare casualmente ciascuna foto del titolo e appiccicargli l’etichetta che si spetta è scritto (php è proprio forte) e la Galleria è installata e configurata (mancano le foto ora).

Il lavoro ancora è tanto :) ma deve sistemarsi negli interstizi di tempo che rimangono, quindi sarà lungo.

Neverending Microsoft

Microsoft e’ un gigante cattivo e tutto il resto e’ rose e fiori.

La commissione europea ora vuole limitare l’influenza causata sugli utenti dalla M di Redmond imponendo che l’utente scelga al momento dell’acquisto che browser vuole sul suo computer. Almeno questa e’ la proposta che si apprestano a valutare i parlamentari europei come ci fa sapere Microsoft. E Apple allora? Che precarica il proprio Safari sulle proprie copie di MacOs che vende sui propri Mac? Ah vero, quello e’ un caso a parte… Ma considerato che anche in quel caso esistono browser alternativi pure Apple dovrebbe sopportare una causa del genere. Anche quella e’ posizione dominante.

Non basterebbe semplicemente puntare sull’informazione dell’utente? Fargli capire che deve affidare alla scelta del suo browser almeno un paio di istanti della sua vita senza automaticamente accettare le cose imposte dagli altri?

Piu’ che altro si potrebbe obbligare Microsoft a cercare di staccare Internet Explorer dal sistema, o comunque facilitarne la disinstallazione.

Ma non mi sembra il caso di entrare nel problematico compito di dover creare un sistema di download di Browser che permetta ad un utente senza browser di scaricarne uno all’avvio del computer. E la lista dei browser da poter scaricare? Chi la stilerebbe? E se io domani facessi un browser e volessi aggiungerlo? Sarebbe a pagamento?

L’uomo tende sempre a complicare le cose

Ubuntu works.

Piccola notizia per dire che Ubuntu funziona sul computer della Sony VGN-CR11Z

Una semplice nota informativa per quelli che cercano la notizia su internet… potrebbero imbattersi in questo post che gli dice semplicemente che tutto (tranne la Webcam integrata) funge alla perfezione (per il momento, 2° giorno di installazione).

A presto.

Web 2.0

Se ne fa un gran parlare ultimamente. Una sorta di cosa astratta, la descrizione di un mondo parallelo quasi.

Ebbene molte aziende che spendono sui loro portali dovrebbero richiedere (tutte) che una parte del sito, quella principale di solito, oppure tutto il sito, sia reso ACCESSIBILE.

Per due link sull’accessibilità potete dare un’occhiata a:

1. Wikipedia – Accessibilità

2. W3C – Web Accessibility

Lo slogan di una possibile campagna potrebbe essere:

“Abbattiamole; anche il web ha barriere architettoniche”

10 e lode a Vodafone, la parte informativa del loro sito è completamente ACCESSIBILE.

BRAVI.